La riforma del mercato del lavoro

La riforma del mercato del lavoro

Con il Jobs Act nuove misure per il riordino dei contratti di lavoro e degli ammortizzatori sociali, per la disciplina delle mansioni e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro

Il Jobs Act è la più recente riforma del mercato del lavoro, nata con l’obiettivo di rilanciare l’economia produttiva e i livelli di occupazione nel Paese. Le misure previste dall’intervento complessivo di riassetto normativo riguardano diversi ambiti, tra loro strettamente collegati. Il 2015 è l’anno in cui hanno visto la luce i primi decreti attuativi della riforma. Le disposizioni di legge del Jobs Act vengono in concreto ad integrare e a modificare il preesistente quadro normativo. Tuttavia, accanto alle novità da segnalare, occorre fare il punto su quanto rimane valido dei precedenti interventi di riforma.

La riforma Biagi

Il Decreto Legislativo 10 settembre 2003 n.276 (la cosiddetta riforma Biagi) ha introdotto rilevanti novità pensate per migliorare le prospettive occupazionali e l’efficienza complessiva del sistema. Alcuni di questi strumenti restano in vigore:

Il nuovo sistema di collocamento
Il sistema di collocamento si basa su:

Cliclavoro
È un sistema di rete nazionale e locale, accessibile tramite il web, che ha il compito favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Un sistema in cui i lavoratori e i datori di lavoro possono inserire candidature o richieste di personale, senza rivolgersi a intermediari. A livello nazionale è attivo Cliclavoro, il portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Da notare che con l’approvazione dei decreti attuativi del Jobs Act è stata istituita l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro – ANPAL (vedere qui sotto).

Nuove forme contrattuali
Un passaggio fondamentale della riforma Biagi è stata l’introduzione di nuove forme contrattuali e la modifica di altre già esistenti: apprendistato professionalizzante; contratto d’inserimento; lavoro occasionale accessorio; lavoro occasionale; lavoro a progetto; lavoro ripartito o job sharing; somministrazione di lavoro; lavoro intermittente (o a chiamata). Alcune di queste sono state poi modificate o eliminate.

La riforma Fornero

La Legge n. 92 del 28 giugno 2012 (cosiddetta riforma Fornero) è intervenuta a modificare la normativa sul lavoro con l’obiettivo di conseguire una distribuzione più equa delle tutele dell’impiego, di realizzare un assetto più efficiente degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro e di creare rapporti di lavoro più stabili. A questo scopo, il contratto di lavoro a tempo indeterminato è stato confermato come forma prevalente di lavoro e sono stati introdotti meccanismi che premiano la stabilizzazione dei contratti a termine e dei contratti di apprendistato, divenuto il principale strumento per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
Rilevanti modifiche sono state apportate ad alcune tipologie contrattuali (apprendistato; contratto di lavoro a tempo determinato; somministrazione di lavoro; tempo parziale; lavoro intermittente; contratto a progetto; collaborazione con partiva IVA; lavoro occasionale accessorio; associazione in partecipazione), mentre è stato soppresso il contratto di inserimento.
La legge è poi intervenuta anche sui tirocini formativi e di orientamento, prevedendo tra l’altro l’obbligo di rimborso spese (indennità) al tirocinante da parte dell’azienda.
Per quanto riguarda la flessibilità in uscita e gli ammortizzatori sociali, la riforma Fornero ha istituito nuove misure di sostegno al reddito in caso di perdita del lavoro introducendo: l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) per i lavoratori dipendenti; l’indennità una tantum per i rapporti di tipo collaborativo; un periodo di misure transitorie (2013-2016) per la cassa integrazione in deroga; i fondi di solidarietà bilaterali per finanziare la riqualificazione del personale in azienda.
Alcune di queste misure sono state innovate dal Jobs Act.

Jobs Act

In questo quadro normativo preesistente si innesta la Legge 10 dicembre 2014, n. 183(cosiddetto Jobs Act) che, come le riforme citate in precedenza, si applica al settore privato, ma non al pubblico impiego. I decreti legislativi approvati riguardano le seguenti materie:

Contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti
Entrato in vigore in seguito alla pubblicazione del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.54 del 6 marzo 2015), il contratto si applica ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato, nel settore privato, a partire dal 7 marzo 2015. Il nuovo contratto stabilisce una nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi, modificando in particolare l’applicazione delle tutele del reintegro o del risarcimento nei differenti casi previsti dalla legge, e introduce una nuova conciliazione facoltativa incentivata, allo scopo di diminuire il contenzioso.
Per saperne di più sul contratto a tutele crescenti vedere la pagina dedicata nel nostro portale.

Nuovi ammortizzatori sociali
Con la pubblicazione del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22 (GU Serie Generale n.54 del 6-3-2015), entrato in vigore il 7 marzo 2015, si è proceduto al riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati. Le misure previste sono:

  • NASpI
    La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) vale per gli eventi di disoccupazione che si verificano a partire dal 1° maggio 2015. È destinata ai lavoratori dipendenti che abbiano perso l’impiego e che abbiano cumulato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni di lavoro ed almeno 30 giornate effettive di lavoro nei 12 mesi che precedono lo stato di disoccupazione. L’erogazione della NASpI è condizionata alla partecipazione del disoccupato ad iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale. Sul sito dell’INPS sono indicate le procedure per richiedere l’indennità Aspi e NASpI (che sostituisce l’Aspi).
  • Asdi
    A partire dal 1° maggio 2015 è istituito l’Assegno di disoccupazione (Asdi), con l’obiettivo di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori che abbiano fruito della NASpI per l’intera sua durata, siano privi di occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno. L’assegno, pari al 75% dell’indennità NASpI, ha una durata di 6 mesi e verrà erogato fino ad esaurimento del fondo specificamente costituito. Per informazioni sull’Asdi vedere il sito del MLPS e dell’INPS.
    Dal 1° gennaio 2018 è sostituito dal Reddito di inclusione (REI). Le domande per l’ASDI potranno essere presentate fino al 30 gennaio 2018 per coloro che abbiano terminato la NASPI entro il 31 dicembre 2017.
  • Dis-Coll
    Viene istituita l’Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (Dis-Coll). Questa indennità di disoccupazione mensile è stata riconosciuta, in via sperimentale per il 2015 e poi estesa fino al al 30 giugno 2017, ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata (non pensionati e privi di partita IVA), in relazione ad eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2015. A decorrere dal 1° luglio 2017, è stata poi prevista la stabilizzazione e l’estensione della Dis-Coll per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nonché per gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio. Anche l’erogazione della Dis-Coll è condizionata alla partecipazione ad iniziative di politiche attive per il lavoro. Per informazioni sulla Dis-Coll vedere il sito dell’INPS.
  • Contratto di ricollocazione
    Le regioni, nell’ambito della programmazione delle politiche attive del lavoro, possono attuare e finanziare il contratto di ricollocazione. Chi si trova in stato di disoccupazione avrà diritto a ricevere dai servizi per il lavoro pubblici o dai soggetti privati accreditati un servizio di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro, attraverso la stipulazione del contratto di ricollocazione: in seguito alla definizione del “profilo personale di occupabilità”, al disoccupato sarà riconosciuta una somma denominata “dote individuale di ricollocazione” spendibile presso i soggetti accreditati. Il contratto sarà eventualmente rifinanziabile per gli anni successivi. Per il Lazio aggiornamenti in proposito e bandi sono disponibili sul sito della Regione Lazio e sul sito Lazioeuropa.it. Attualmente la domanda di Adesione al Contratto di ricollocazione Generazioni per il Lazio può essere presentata fino al 30 settembre 2019.

Altre misure approvate
Altri interventi normativi previsti dal Jobs Act, per i quali sono stati approvati ulteriori decreti legislativi, riguardano la semplificazione delle tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni, nonché le disposizioni in materia di conciliazione dei tempi di vita e di lavorocome la maternità, il congedo parentale, il telelavoro e particolari misure a sostegno delle donne vittime di violenza di genere. I testi sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2015 n.144 e sono in vigore dal 25 giugno 2015.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23 settembre 2015 sono stati pubblicati gli ultimi decreti legislativi in attuazione del Jobs Act. I quattro provvedimenti riguardano in particolare:

  • ammortizzatoti sociali (Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148);
  • attività ispettiva (Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149);
  • servizi per il lavoro e politiche attive (Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150);
  • rapporti di lavoro e pari opportunità (Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151).

In particolare sono state approvate:

  • Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro
    Il decreto rende strutturale la NASpI a 24 mesi per sempre, così come altre importanti misure di politica sociale: le misure di conciliazione dei tempi di cura, di vita e di lavoro (tra le quali l’estensione del congedo parentale); l’assegno di disoccupazione (ASDI), che fornisce un reddito sino a sei mesi ai beneficiari di NASpI con figli minori o ultracinquantacinquenni che esauriscono il sussidio senza avere trovato lavoro e hanno un ISEE inferiore a 5.000 euro all’anno; il fondo per le politiche attive del lavoro. Previste inoltre misure di semplificazione per le imprese e di razionalizzazione delle integrazioni salariali.
  • Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale
    Dal 1 gennaio 2017, le Direzioni Generali dell’attività ispettiva e delle politiche attive, servizi al lavoro e formazione professionale sono soppresse. Le relative competenze sono trasferite rispettivamente all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e all’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive e del Lavoro (ANPAL).
  • Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive
    Viene istituita una Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), e formata dalle strutture regionali per le Politiche attive del Lavoro, dall’INPS, dall’INAIL, dalle Agenzie per il lavoro e dagli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione, dagli enti di formazione, da Italia Lavoro, dall’ISFOL (dal 1° dicembre 2016 INAPP) nonché dal sistema delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dalle università e dagli altri istituti di scuola secondaria di secondo grado.
    Sarà istituito un Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro, un Sistema informativo delle politiche del lavoro e il fascicolo elettronico del lavoratore, liberamente accessibile da parte degli interessati. Ci sarà anche un Albo nazionale degli enti accreditati a svolgere attività di formazione professionale.
    Viene definito lo stato di lavoratore disoccupato, di lavoratore dipendente che subisce una riduzione di orario (in seguito all’attivazione di una procedura di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per integrazione salariale, contratto di solidarietà o interventi dei fondi di solidarietà) e di lavoratore a rischio di disoccupazione. Gli appartenenti a queste categorie sono convocati dai Centri per l’Impiego per la stipula di un Patto di servizio personalizzato, che deve anche riportare la disponibilità del richiedente a partecipare a iniziative di carattere formativo, di riqualificazione o di politica attiva e ad accettare congrue offerte di lavoro. La domanda di ASpINASpI o DIS-Coll equivale a Dichiarazione di immediata disponibilità (DID) del lavoratore. I beneficiari di prestazioni di sostegno al reddito che, senza giustificato motivo, non partecipano alle iniziative finalizzate all’inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro saranno soggetti a sanzioni che vanno dalla decurtazione, alla sospensione o decadenza dalle prestazioni. Ancora, i lavoratori titolari di strumenti di sostegno del reddito potranno essere chiamati a svolgere attività di servizio nei confronti della collettività nel territorio del Comune di residenza. Si riordina infine la normativa in materia di incentivi all’occupazione con la previsione della istituzione, presso l’ANPAL, di un Repertorio nazionale degli incentivi all’occupazione.
  • Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità
    – Semplificazioni di procedure e adempimenti: riguardo l’inserimento mirato delle persone con disabilità (potranno essere assunti solo disabili inseriti nelle apposite liste); ricorso a procedure esclusivamente telematiche per numerosi adempimenti; misure in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; revisione delle sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale.
    – Disposizioni in materia di rapporto di lavoro: tra queste, la revisione della disciplina dei controlli a distanza del lavoratore, per adeguare la disciplina all’evoluzione tecnologica, nel rispetto della privacy; dimissioni e risoluzione consensuale del rapporto di lavoro esclusivamente con modalità telematiche per contrastare la pratica delle dimissioni in bianco che colpisce, in particolare, le donne lavoratrici.
    – Disposizioni in materia di pari opportunità.
  • Jobs Act del lavoro autonomo
    Il 10 maggio 2017 è stato approvato in via definitiva da parte di entrambe le Camere il disegno di legge n. 2233-B recante Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato ovvero il Jobs Act del lavoro autonomo. Il provvedimento prevede: maggiori tutele ed opportunità ai lavoratori autonomi non imprenditori; indennità di maternità riconosciuta a prescindere dall’effettiva astensione dal lavoro e congedo parentale elevato a sei mesi, entro i primi tre anni di vita del bambino; nuove misure per favorire lo smart working o lavoro “agile” dei lavoratori subordinati; estensione e stabilizzazione strutturale della Dis-Coll.

Jobsact.lavoro.gov.it

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha messo online un sito dedicato alla riforma del Jobs Act. Uno strumento per informare i cittadini, le aziende e gli operatori sulle principali novità normative introdotte dai decreti legislativi di attuazione della delega in materia di lavoro: quelli già operativi e quelli in attesa di approvazione definitiva. Nel sito sono descritti in modo sintetico i punti focali della riforma: Tutele crescentiPolitiche attiveMaternità, FlessibilitàTutela del lavoro Semplificazione. È presente anche una sezione nella quale sarà possibile consultare la documentazione sulla nuova normativa e una sezione multimediale con video. Inoltre la sezione news consente agli utenti di essere costantemente aggiornati sulle tematiche di rilevante attualità per il mondo del lavoro e delle imprese. Jobsact.lavoro.gov.it.

Abrogazione del lavoro occasionale accessorio (voucher)

Con l’entrata in vigore del Decreto Legge 17 marzo 2017, n.25 è stata disposta l’abrogazione della disciplina di legge relativa al lavoro accessorio. A partire dal 17 marzo 2017 non è più consentito l’acquisto di buoni lavoro (voucher). Fino al 31 dicembre 2017 sarà possibile utilizzare i buoni lavoro già acquistati. Nel periodo transitorio, l’utilizzo dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio dovrà essere effettuato nel rispetto delle disposizioni previste nella normativa precedente.
Ulteriori informazioni nella pagina dedicata al lavoro occasionale accessorio presente nel nostro portale.
A partire dal 10 luglio 2017 è online sul sito dell’INPS il servizio per richiedere le prestazioni di lavoro occasionale, i nuovi strumenti dedicati al lavoro sporadico e saltuario che prevedono le forme contrattuali del libretto famiglia e del contratto di prestazione.

FONTE: http://www.informagiovaniroma.it/

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